EVOLUZIONE URBANISTICA - ALIMINUSA.NET

mobile edition
sito mobile in fase di test
Vai ai contenuti

EVOLUZIONE URBANISTICA

STORIA E URBANISTICA
 
STRADE INTERNE
 
Nel centro vi sono tre assi principali che hanno carattere distributivo sia verso l'interno che verso l'esterno della struttura urbana.
In particolare il corso generale Grisanti è la bretella di collegamento diretto della statale che collega in sequenza i nuclei urbani di Termini Imerese , Cerda , Aliminusa Montemaggiore Belsito e Alia e quindi rappresenta l'attraversamento diretto ed obbligato del paese con il territorio.
Via Roma ha carattere distributivo interno, in quanto collega Piazza S.Anna e Via Rimembranze cioè il nucleo alla periferia del paese e da essa si dipartono i principali isolati del centro urbano.
Via Mattarella ha una particolare forza urbana in quanto, se in senso trasversale raccoglie quasi tutte le strade che dal centro scendono a valle, in senso longitudinale, secondo la sequenza di via Regione, via Bevaio secco e Via Palermo si collega con via Generale Grisanti e quindi rappresenta un'alternativa ai collegamenti esterni e d'altro canto e lo snodo tra il centro urbano e le principali strade rurali.
Per questa ultima caratteristica essa in passato svolgeva le funzioni di piazza " a chiazza di Jusu " luogo ove si incrociavano e socializzavano i contadini nei trasferimenti dalle loro abitazioni alle campagne e viceversa.
 
 
Queste tre strade principali si differenziano oltre che per la loro larghezza , all'incirca doppia rispetto alle altre ,anche perché lo spazio da loro occupato veniva considerato totalmente pubblico , mentre le altre strade , che hanno tutte le stesse caratteristiche, erano divise funzionalmente in tre zone, una centrale che serviva per il transito e due laterali antistanti le abitazioni che costituivano lo spazio semipublico sopra richiamato, il cosiddetto " chacato ".
In passato le pavimentazioni di tutte le strade, sia quelle principali che quelle secondarie erano realizzate in selciato o in terra battuta , anche se non erano costruite seguendo le buone regole costruttive indicate dal Vitruvio e che servirono a base delle costruzioni delle vie Romane.
Infatti esse furono realizzate senza nessun sottofondo , le pietre vennero posate a secco direttamente sul terreno.
Unica variante a questo tipo di pavimentazione è stata realizzata nell'atrio del baglio ove la pavimentazione è in ciotolato.
Le strade così costruite, certamente idonee al passaggio di uomini o animali, hanno avuto quasi tutte dei cedimenti e dei dissesti quando iniziarono a circolare i primi autoveicoli.
 
 
Le amministrazioni succedutesi nel tempo a partire dagli inizi degli anni 60 rifecero le pavimentazioni di quasi tutte le strade prima in ciotolato e successivamente in asfalto o mattonelle di asfalto, allargando spesso la carreggiata centrale a scapito del "chacato " e variandone altresì le quote altimetriche per raccordare le pendenze e permettere il traffico veicolare, cosicché le quote d'imposta di alcuni edifici variarono sensibilmente rispetto al piano stradale.
Si riportano le foto di alcune strade, ripavimentate recentemente, che testimoniano il dissesto al quale sono arrivate, e i metodi e i materiali usati per la loro realizzazione:
Si riportano le date del rifacimento delle tre strade principali : La via Generale Grisanti fu asfaltata nel 1954 ; La via Roma selciata con ciotoli di mare e cemento nel 1951 , successivamente rifatta in mattonelle di asfalto e asfalto ; via Mattarella selciata nel 1952 con ciotoli di mare e cemento nel 1952.
 

 
TRASFORMAZIONI URBANISTICHE
 
La prima e più importante trasformazione è stata la demolizione del muro di cinta che circondava il nucleo centrale del baglio baronale.
Sull'esistenza di tale muro di cinta vi sono pochi dubbi , in quanto su esso erano costruite le tre nicchie che servivano per esercitare l'uso del velo misto precedentemente descritto e riportato in numerosi atti di vendita della baronia , per la descrizione dell'abitato fatta nel romanzo storico " Peppino da Montemaggiore " ed ambientato nel 1712 Si riporta di seguito la descrizione dell'abitato fatta da uno dei protagonisti
" sentì una piacevole sorpresa a trovarsi in un nuovo abitato ( Aliminusa ). E guardava con curiosa attenzione, che di su le piccole casupole de' contadini, seminato in un terreno declive, uscivano nembi di fumo, e si emanavano dalle rispettive fornacette. Osservava per le finestre , pertugi , porte , luccicare , passando , piccoli lumi nell'interno degli abituri; e ad ogni passo una voce , o un saluto , o un'imprecazione de' contadini , che arrivavano , o chè davano busse sul dorso degli asini: ed un accorrere in sugli usci donne , madri , mogli, in faccende pei mariti , pei figli per l'uomo , cui avevano preparato la minestra; o che , con la pentola sul fuoco pronta , attendevano ricevere le erbe , legumi , lumache , e altro che portavano i contadini dalla campagna.
Quel brulicare di 500 anime nel recinto dell'abitato , veniva come osservato e dominato da un fabbricato alto , cinto di muri a forma di un corpaccio seduto ed ammantato sormontato da un gran pino , come il capo di un gigante della mitologia - era il palazzo baronale; residenza del Vicario ( Don Girolamo Marchesano ) , che aveva anche la carica di governatore , e che esercitava i privilegi baronali di giurisdizione , comunque ristrettissimi presso di noi; e di radissimo esercitati di fatto.
Entravano i viaggiatori in un grande atrio; accolti con festa dalle persone e campieri che vi stavano a guardia.
L'immagine che si ha è quindi quella degli antichi castelli feudali, cinto da grossi muri e circondato da un piccolo agglomerato urbano.
Dall'esterno si entrava nel baglio , attraverso un ingresso ristretto chiuso da un portone , e che immetteva in un grande atrio a forma d U che circondava il palazzo.
Il muro di cinta fu successivamente demolito, per far posto ai magazzini che attualmente circondano il palazzo baronale.
 
Non è stato possibile ricostruire la giacitura planimetrica e l'altezza del muro di cinta , in quanto di esso non è rimasta nessuna traccia , né documentazione atta ad individuarlo.
La prima " piazza " era sita nell'attuale via Garibaldi ed era costituita da uno slargo chiamato erranteria , come ricostruita dal Massara , ed evidentemente le file di case che oggi chiudono e modificano lo slargo non era ancora edificato.
Si riporta come il Massara descrive questo luogo " Assumevano gli abitanti di Aliminusa, fra questi i più anziani, che in quel piano di terreno era solita la gente convenire come in un luogo pubblico, come in una piazza o largo delle strade pubbliche, e che nel locale detto erranteria venivano chiusi, nelle ore calde della stagione estiva, gli animali bovini che stavano a pascolare nelle terre demaniali del Comune. Accennavano anche all'esistenza in quel locale di un pozzo di acqua potabile che serviva a dissetare gli animali stessi che vi venivano chiusi "
Detto spazio pubblico venne chiuso successivamente dagli edifici costruiti in via Garibaldi , e l'atrio divenne spazio privato. In detto atrio è ancora esistente il pozzo menzionato dal Massara . Chiuso detto spazio pubblico la piazza si sposta così nell'attuale via Rimembranze ove era sistemato l'ingresso principale del palazzo baronale e l'ingresso della chiesa.
Una importante modificazione urbanistica è senz'altro la realizzazione della prima lottizzazione ad iniziativa privata redatta dall'ing. Indovina.
Detta lottizzazione prevedeva 5 nuove strade, tutte realizzate nel periodo che va dal 1930 al 1950 , e che vennero a formare il cosiddetto "quartieri nuovu. "
Pur non introducendo nuovi elementi e nella dimensione dei lotti e nella caratteristica delle schiere, essa rappresenta una frattura rispetto all'impianto urbano esistente in quanto, le strade di larghezza leggermente inferiore a quelle preesistenti ( 7 metri. ) , presentano una leggera pendenza e data la loro collocazione altimetrica e planimetrica vengono chiuse a monte dalla collina e a valle dalla schiera di case di via Generale Grisanti ,e quindi perdono la caratteristica principale delle schiere esistenti e cioè di avere un rapporto visivo e di apertura con la campagna circostante molto marcato.
Le strade erano e sono inoltre cieche, in quanto per prevedere il massimo sfruttamento del suolo edificabile , non si è prevista una strada che li collegasse superiormente , spingendo i lotti fino al limite permesso dalla conformazione orografica del terreno circostante.
 
 
La trasformazione urbanistica a nostro avviso più rilevante e che ha prodotto una importante modificazione del tessuto urbano , è la costruzione di un muro in pietra che ha separato in due livelli la Via Roma.
Costruito intorno al 1960 , esso è stato realizzato con pietra arenaria squadrata e i due livelli di via Roma che si sono venuti a formare sono stati raccordati da tre scale , di dimensioni ridotte , che salivano parallelamente all'estensione del muro.
Il centro è stato di fatto tagliato in due e fisicamente , vista anche l'esiguità dei collegamenti tra le due quote della strada , e percettivamente , in quanto il muro e ben visibile ,
per la sua notevole altezza e massa , da tutte le strade che la Via Roma raccorda , di fatto chiudendole superiormente.
Esso quindi ha modificato il rapporto di parte delle schiere con la campagna circostante, visibile sia a monte che a valle della schiera stessa, in un rapporto di reciproca compenetrazione .
Si ha inoltre una modifica dei rapporti sociali , che avevano come fulcro la strada , come ben evidenziato nello studio sociologico condotto da Tano e Lillo Gullo, in quanto, la costruzione del muro fraziona e interrompe gli isolati a monte e a valle dello stesso.
Viene altresì modificato il rapporto tra il nucleo centrale del baglio baronale con la parte del paese a valle dello stesso.
 
Un'altra importante e consistente modificazione dell'impianto urbano originario si ha con la realizzazione di tre lottizzazioni ad iniziativa privata avvenute nei primi anni 80' e previsti nel programma di fabbricazione redatto dall'ingegnere panno, piano tuttora in vigore.
Dette lottizzazioni, per la grande estensione del terreno interessato, per il modo aggressivo con il quale si sono rapportate con la collina soprastante il centro urbano, producendo a nostro avviso degli scompensi idrogeologici di notevole entità , per i modelli abitativi proposti e in piccola parte realizzati , hanno sconvolto il centro urbano di fondazione e proposto modelli abitativi estranei alla cultura locale.
Infatti, pur mantenendo la struttura lineare delle stecche, esse non si adagiano e seguono l'andamento del terreno in quanto le quote di imposta degli edifici hanno forte variazione di quota rispetto al piano stradale, tanto da costringere in alcuni casi alla realizzazione di due piani interrati, i lotti hanno dimensioni in profondità di 10 m. e quadrature a partire da 120 mq.
Si è previsto quindi che gli edifici siano condominiali e si è interposta tra gli edifici e la strada, quest'ultima vecchio centro di elaborazione culturale e di rapporti sociali , una zona di verde privato che fa da filtro e isola di fatto gli edifici tra di loro e con la strada.


I testi di questa pagina sono dell'Ing.Zanghì Rosario. Riservato ogni diritto d'utilizzo.

tutto il contenuto di questo sito appartiene ai legittimi proprietari.
Non siamo responsabili del contenuto dei link dei banner.
(c) 2000-2017 MediaLrs / Infinity Dreams
Torna ai contenuti | Torna al menu